L’esperienza e l’ascolto

Chi lavora nella comunicazione sa che uno dei primi step quando ci si approccia a un nuovo progetto è ascoltare, comprendendo quali siano le esigenze del cliente, le sue prospettive future e le sue perplessità.
Eppure, se riavvolgiamo il nastro, ci torneranno alla mente molte occasioni in cui la nostra esperienza ha deciso in piena autonomia le cose da fare, abbandonando così l’ascolto e rischiando di perdere quei piccoli dettagli che spesso racchiudono l’essenza di un incontro costruttivo.
Ascoltare è qualcosa di completamente diverso dal “sentire”.
Ascoltare coinvolge le nostre cognizioni, le nostre emozioni e la nostra volontà, e se l’ascolto è attivo, allora saremo in grado di non arrivare a giudizi e conclusioni affrettate, dettate dalla nostra sicurezza di aver già capito tutto.
Nella nostra Agenzia ci siamo per questo prefissati di seguire alcune regole:
– Non avere fretta di arrivare a conclusioni, mettendo in pausa le nostre certezze
– Per capire quello che un‘altra persona ci sta dicendo, mettiamoci nelle condizioni di chiedergli di aiutarci a capire il perché di ciò che afferma.
– Ricordiamoci che non c’è mai un’unica prospettiva, quindi abituiamoci a cambiare la nostra.
– Le emozioni spesso allontanano dall’ascolto attivo, ricordiamoci perciò di non dare spazio ai nostri giudizi.
– Saper ascoltare significa anche affrontare i dissensi come un’opportunità di trovare aspetti propositivi anche nelle situazioni più difficili.
Per concludere, ricordiamo che mettersi all’ascolto di chi abbiamo davanti è un esercizio prezioso, tramite cui possiamo cogliere quei piccoli dettagli che spesso sfuggono e che invece, nel nostro lavoro di consulenti della comunicazione, sono utilissimi per interpretare nel modo migliore le esigenze dei clienti.
L’esperienza e l’ascolto



